Il giro a piedi del Lago Maggiore (#LoGiro) - Estate 2018

Il giro a piedi del Lago Maggiore (#LoGiro) - Estate 2018

Nel mese di Agosto, Alessandro e Fabiana, dopo aver fatto il giro a piedi del Lago Maggiore hanno voluto raccontarci questa loro fantastica esperienza.

Ripercorriamo insieme i 250 Km attraverso le 11 tappe che hanno segnato il loro giro a piedi del Lago Maggiore:

1° tappa: Laveno-Mombello - Ispra

Distanza: 25 Km

Noi alla partenza a Laveno - Mombello

Primo giorno di viaggio, completato!

Dopo aver salutato amici e parenti, alle 8 in punto siamo partiti da Laveno, precisamente dal piazzale dell’Imbarcadero, in direzione Ispra, dove soggiorneremo per la notte al B&B del Lago.

Il percorso è di 25 km a tratti in salita e a tratti su strada pianeggiante, poco distante dalla costa. Il tempo atmosferico è stato particolarmente difficile da affrontare, grande caldo e molta umidità. I tratti boschivi ci hanno permesso di “rinfrescarci” un pochino ma all'arrivo eravamo veramente molto accaldati!

Durante il percorso, abbiamo attraversato la frazione di Cerro di Laveno Mombello dove sorge il Palazzo Perabò sede del Museo internazionale del Design ceramico in cui si possono vedere alcune opere della raccolta della Società Ceramica Italiana Richard Ginori o di donazioni private tra cui quelle della famiglia Scotti-Meregalli e Revelli e visitare le mostre che vengono organizzate periodicamente.

Lasciando il lungolago ci dirigiamo verso una strada secondaria, conosciuta come “Strada delle Ville” che arriva fino a Reno, frazione di Leggiuno, comune nel quale si può visitare il magnifico Eremo di Santa Caterina del Sasso. E’ proprio lì che ci dirigiamo anche se decidiamo di non scendere a visitarlo, ma proseguiamo su un sentiero nei boschi, che ci porta prima alla Motta Cipollina e poi giù fino a Cellina, altra frazione di Leggiuno, dove ci fermiamo a visitare la chiesa da cui si gode di un ampio panorama.

Continuiamo passando per il centro di Cellina, fino a casa Ossola, pochi metri più avanti, dove ci siamo fermati per un breve spuntino e un ultimo saluto alla rincuorante mamma di Alessandro che cerca in tutti i modi di dissuaderci dal continuare il nostro viaggio. Fermi sulla nostra scelta, salutiamo Mario e Maria e riprendiamo il cammino passando per il centro di Arolo, anch'esso frazione di Leggiuno e poi per un pezzo di Statale fino all'imbocco di un sentiero che in men che non si dica ci porta alla spiaggia Guree a Monvalle poi un altro tratto boschivo fino al Camping Lido dove dopo aver passato le case, siamo passati per un tratto del percorso natura, fino a Bozza di Bogno. Da lì sempre sulla Statale abbiamo raggiunto Ispra proseguendo per la famosa Ispra 70 e poi su, su, su e poi giù, giù e poi ancora su…ci siamo persi! La strada che avevamo preventivato di fare, non l’abbiamo trovata.

Allora siamo tornati indietro, stremati dalla fatica e dal caldo alla ricerca delle Fornaci uno dei posti più suggestivi della sponda lombarda. Dopo varie vicissitudini, finalmente le vediamo da lontano e come preventivato, possiamo fermarci a pranzare con l’ottimo panino preparato dalla Maria (mamma di Alessandro).

Il tratto successivo del nostro itinerario, prevedeva di percorrere la Passeggiata dell’Amore che costeggia il lago e arriva direttamente alla spiaggia, dove avremmo passato il pomeriggio. Visto però l’inconveniente della strada sbagliata e l’"armonia" che regnava tra noi due, si è deciso di andare diretti al B&B, passando per il centro paese.

Una volta arrivati, la tensione tra di noi è scesa e ci siamo fatti una bella risata liberatoria; ce l’avevamo fatta, eravamo riusciti a portare a termine la prima tappa.

Panoramica Ranco

Il B&B è composto da tre camere, l’ambiente è semplice e accogliente; Marianna è una ragazza veramente gentile e disponibile, ci ha chiesto del viaggio e su nostra richiesta ci ha dato qualche suggerimento su cosa vedere e dove mangiare. In camera, una bella doccia e un po' di relax hanno dato il colpo di grazia; che fatica rimettersi in piedi, che fatica camminare. Ma non potevamo certo rimanere lì tutto il pomeriggio, abbiamo quindi scelto di scendere al lago, dove ci siamo abbeverati con una buon bibita fresca al Caffè Vespucci. Già che eravamo lì, abbiamo pensato fosse il caso di rimanerci anche per cena dove abbiamo mangiato due piatti i pesce davvero squisiti.

La serata ce la siamo goduta poco, complice il brutto tempo in arrivo e la stanchezza che si faceva sentire, e non poco. Rientriamo in camera, dove Fabiana decide di guardare l’ultima puntata della fiction che stava seguendo e Alessandro di dedicare parte della serata alla sistemazione del suo zaino cercando di renderlo meno scomodo.

Il temporale intanto ha fatto capolino e con la speranza che domani ci sia un bel sole alto nel cielo, spegnamo la luce e ci addormentiamo nel comodissimo letto, felici di questa prima bella giornata di cammino.

Riposatevi anche voi che domani ci aspetta un’altra grande avventura!

Lo giro - Tappa 1.01 - Spiaggia di Cerro
Lo giro - Tappa 1.02 - Spiaggia di Cerro
Lo giro - Tappa 1.03 - Spiaggia di Reno
Lo giro - Tappa 1.04 - Spiaggia di Reno
Lo giro - Tappa 1.05 - Noi nel bosco della Motta Cipollino
Lo giro - Tappa 1.06 - Albero contorto
Lo giro - Tappa 1.07 - Arolo centro storico
Lo giro - Tappa 1.08 - Scalinata Arolo
Lo giro - Tappa 1.09 - Spiaggia Guree Monvalle
Lo giro - Tappa 1.10 - Le fornaci

 

2° tappa: Ispra - Dormelletto

Distanza: 26 Km

Sasso Cavallazzo a Ranco

Secondo giorno, portato a termine con molta fatica e caldo bestiale ma sempre con stile!

Come da programma, siamo partiti da Ispra alla volta di Dormelletto, punto di arrivo di questa seconda tappa. La struttura scelta per la notte è l’Hotel Le Palme che abbiamo raggiunto con evidente fatica verso le ore 17.

Ci siamo alzati con il cielo coperto di nuvoloni grigi e un bel venticello che ci ha accompagnato per qualche chilometro, poi non sappiamo se fortunatamente o no, il sole ha voluto degnarci prepotentemente della sua presenza per tutta la giornata! Anche oggi il caldo non è certo mancato!

Lasciato il B&b del Lago ci siamo diretti verso il lungolago di Ispra e da lì abbiamo preso il sentiero che porta direttamente al Parco Golfo della Quassa: qui abbiamo camminato immersi nella natura, scorgendo qua e là tracce di vita del passato. Dapprima l’imponente entrata della Quassa e poi il Sasso Cavallazzo o Cavallaccio masso erratico risalente all'era glaciale che si trova nel comune di Ranco al confine con Ispra.

Proseguendo verso Ranco percorrendo una comoda pista ciclopedonale arriviamo in centro paese e poi via verso il lungolago. Da qui la scelta è d’obbligo, per arrivare ad Angera proseguiamo lungo la strada litoranea, alternando scorci di lago e in lontananza la bella Arona..

Ad Angera, Museo Diffuso a cielo aperto per la presenza di 40 monumenti storici, artistici e paesaggistici, il lungolago e le vie interne, regalano al visitatore molti siti di interesse. Noi ci siamo limitati a quelli sul lungolago, con la promessa di tornare con più calma e tempo per visitare anche tutto il resto. Il primo luogo di interesse visitato è il Santuario della Madonna dei Miracoli (o della Riva), una chiesa mai terminata e chiamata così per il miracolo del sudor sangue sceso dal volto della Beata Vergine. Di fronte invece sorge il naturale Porto Austriaco formato da murature in granito e utilizzato durante il periodo asburgico per scopi commerciali. Sempre continuando sulla via centrale troviamo Palazzo Borromeo sulla cui facciata è collocata una lapide a ricordo del soggiorno di Garibaldi in questa dimora e il Palazzo Comunale, una volta adibito a edificio scolastico su cui troviamo una lapide a ricordo della scoperta dell’aria infiammabile (in realtà gas metano) fatta da Alessandro Volta durante una gita in barca sul lago. Girandoci verso destra, a pochi metri dalla riva, possiamo vedere al centro del golfo un piccolo isolotto chiamato Isolino Partegora.

Lasciato il centro di Angera, proseguiamo verso l’Oasi della Bruschera un’area protetta di carattere umido inserita nella zona di protezione speciale Canneti del Lago Maggiore, in cui sono presenti diverse specie animale come piccoli mammiferi. rettili, uccelli e anfibi e una varietà di piante e fiori.

Il percorso, una volta lasciato il tratto boschivo, prevede di continuare attraverso una strada secondaria che però purtroppo non abbiamo trovato per cui la scelta obbligata è stata quella di percorrere la Statale. Purtroppo questo non ci ha aiutato ad affrontare al meglio il tratto successivo, decidendo di fermarci per una sosta pranzo al Camping Lido Okay di Angera evitando in parte le ore più calde della giornata. Con lo stomaco pieno abbiamo ripreso il cammino con più forze, tant'è che ci siamo ricaricati cantando qualche canzone della tradizione italiana!! Ogni tanto ci vuole un po’ di quella sana energia da gita!! Tra una canzone e l’altra, eccolo in lontananza, e piano piano sempre più vicino: il Punt da Feer, Ponte di Ferro, tra Sesto Calende e Castelletto ultimo vero punto di interesse del tragitto. In posizione strategica, fu costruito negli anni ‘50 del secolo scorso a seguito dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che distrussero il ponte precedente. Continuando lungo la Statale, tra il traffico di fine giornata lavorativa, dopo quasi 8 ore di cammino, e lasciato alle spalle Castelletto Ticino, scorgiamo quasi come un miraggio il nostro hotel! Ce l’abbiamo fatta! Che soddisfazione!!

Panoramica Angera

La giornata però non è ancora finita, vogliamo goderci al meglio la serata. Proprio sotto l’hotel c’è il ristorante griglieria Red Beef, non abbiamo cercato altro, il menù ci ha attratto dal primo istante e le attese sono state tutte rispettate. Con un bell'hamburger per Alessandro e un ottimo piatto di gnocchetti con speck, pistacchi e crumble dolce-salato al cioccolato per Fabiana, abbiamo concluso più che in bellezza e bontà la serata! Prima di andare a letto però ci siamo goduti brevemente la terrazza dell’hotel, il temporale in arrivo ci ha lasciato respirare per qualche istante, prima di tornare in camera per affrontare una bella notte di sonno ristoratore. Domani è un altro giorno, e sappiamo che ci riserverà ancora una volta piacevoli sorprese.

Lo giro - Tappa 2.01 - Portone ingresso della Quassa
Lo giro - Tappa 2.02 - Alberi ingresso della Quassa
Lo giro - Tappa 2.03 - Sasso Cavallazzo
Lo giro - Tappa 2.04 - Centro paese
Lo giro - Tappa 2.05 - Monumento ai caduti
Lo giro - Tappa 2.06 - Scultura per Expo 2015
Lo giro - Tappa 2.07 - Palazzo Borromeo
Lo giro - Tappa 2.08 - Prato del lungolago
Lo giro - Tappa 2.09 - Punt da feer
Lo giro - Tappa 2.10 - Esempio di giornata

 

3° tappa: Dormelletto - Solcio (Lesa)

Distanza: 18 Km

Solcio di Lesa

Terzo giorno affrontato alla grande!

Siamo partiti da Dormelletto puntuali alle 8 dopo una buona e ricca colazione internazionale pronti per affrontare le fatiche di questa giornata! Per questa terza tappa la destinazione è Lesa, o più precisamente Solcio di Lesa, all’Hotel Capri, in un magnifico golfo affacciato sul Lago Maggiore.

Il tempo clemente con un bel venticello alla partenza e un sole un po’ più timido dei giorni precedenti sono stati il connubio perfetto per iniziare alla grande questa giornata! Lasciando Dormelletto, percorrendo la Riserva Naturale Speciale dei Canneti, un percorso di 4 km che costeggia il lago e che insieme a quello di Fondotoce rappresenta l’unica area a prevalente vegetazione spontanea dove trovano il loro habitat ideale molte specie di pesci e uccelli come quelli migratori o acquatici.

Continuiamo il nostro viaggio alla volta di Arona: percorriamo tutto il magnifico lungolago, passeggiata veramente consigliata, in cui oltre ad ammirare il panorama, è presente anche un percorso Salute, con una serie di attrezzi dotati di spiegazione anche in inglese. Una serie di cyclette completano la parte sportiva del percorso! Fabiana ovviamente, non stanca dei chilometri percorsi ha deciso di aggiungere questa ulteriore fatica, diciamo anche superata con successo!

Proseguendo verso il centro di Arona troviamo dapprima la stazione, da cui un tempo passava il famoso Orientexpress e in cui è possibile vedere spiccati tratti di Stile Liberty, e una lunga passeggiata che termina in Piazza del Popolo in cui sorge la Chiesa di Santa Maria di Loreto. Purtroppo non abbiamo avuto modo di visitarla, al nostro passaggio era ancora chiusa; anche in questo caso ci siamo ripromessi di tornare perché entrambi curiosi di vedere da vicino la riproduzione della Santa Casa di Loreto al cui interno è presente una riproduzione della Santa Casa (casa nazarena della Vergine Maria portata dagli angeli secondo tradizione presso il Santuario di Loreto).

Lasciato il lungolago, proseguiamo verso la Statua San Carlone, utilizzando un breve sentiero a scalinata che porta direttamente all'ultimo tornante prima di incontrare una delle tre cappelle della Via Crucis in realtà mai terminata. Infatti le tre cappelle sono le uniche costruite ma lasciate incomplete. Il Colosso di San Carlo, questa la vera denominazione del monumento, sorge a fianco della chiesa Maggiore di San Carlo, terzo elemento costitutivo del progetto del Sacro Monte insieme alla statua e alle cappelle.

Dal San Carlone, procedendo su una strada secondaria, tra ville spettacolari e scorci di lago, si arriva a Meina, dove abbiamo sostato brevemente per vedere il caratteristico Imbarcadero in stile Liberty. Finita la visita fugace a questa cittadina riprendiamo il viaggio alla volta di Solcio di Lesa, destinazione finale di questa terza tappa in cui arriviamo poco dopo di mezzogiorno, ragion per cui decidiamo che il pomeriggio lo passiamo in totale relax.

Una volta arrivati in hotel e depositati i bagagli, scegliamo di mangiare qualcosa, purtroppo non c’è molta offerta, optiamo per il ristorante del campeggio, pizza per Fabiana e insalata per Alessandro, un pranzo veloce per affrontare il pomeriggio di svago!

Panoramica Arona

L’hotel offre gratuitamente la possibilità di noleggiare il pedalò, per cui la scelta pare ovvia e  perfetta per un pomeriggio all'insegna del divertimento! Pedaliamo un po’ qua e là, un bel bagno rigenerante poco lontano dalla riva è quello che ci vuole dopo una mattinata di cammino. Fabiana è molto titubante, dobbiamo svelarvi che non è molto amante dell’acqua del lago, ma questa volta ha ceduto anche lei: 10 secondi di bagno, grandi sgambettate e via sul pedalò, al sicuro da mostri lacustri che vivono negli abissi!!!!

Il giro sul pedalò termina dopo poco più di un’oretta, pensiamo che qualche minuto al sole sulla terraferma sia la giusta conclusione di questo splendido pomeriggio!

Dopodiché saliamo in camera e tra una doccia e un lungo bucato ai panni sporchi, pensiamo alla cena che come per il pranzo, offre poche scelte. La nostra idea era quella di cenare “Da Giò” una barca adibita a ristorante attraccata nel golfo ma scopriamo che è aperto solo nei weekend; peccato sarebbe stato veramente caratteristico e suggestivo! L’abbiamo però segnato, ci torneremo sicuramente in un’altra occasione! Ci guardiamo in giro e non lontano dall'hotel, a circa 100 metri vediamo un'insegna, tentar non nuoce ci diciamo. Rimaniamo piacevolmente colpiti da questa location, il ristorante La Vecchia Scuola. Optiamo per un primo per Fabiana e un secondo di pesce per Alessandro. Rimaniamo davvero molto soddisfatti. Buona qualità-prezzo!

E così, anche questa giornata volge al termine. Come tutte le sere prima di andare a letto sistemiamo gli zaini, domani ci aspetta un’altra bella camminata! Buonanotte a tutti!

Lo giro - Tappa 3.01 - Riserva naturale dei canneti
Lo giro - Tappa 3.02 - Spiaggia pubblica
Lo giro - Tappa 3.03 - Spiaggia pubblica
Lo giro - Tappa 3.04 - Stazione
Lo giro - Tappa 3.05 - Lungolago
Lo giro - Tappa 3.06 - Centro storico
Lo giro - Tappa 3.07 - Panorama
Lo giro - Tappa 3.08 - Colosso di San Carlo
Lo giro - Tappa 3.09 - Vista dall'alto
Lo giro - Tappa 3.10 - Vista del golfo

 

4° tappa: Solcio (Lesa) - Baveno

Distanza: 24 Km

Baveno

Partiamo da Solcio di Lesa come sempre puntuali alle 8 dopo una buona colazione. Per questa terza tappa la destinazione l’Hotel Elvezia a Baveno. Il tempo anche oggi è dalla nostra parte, iniziamo la giornata con un bel venticello, niente di meglio!

Iniziamo, percorrendo una strada secondaria che in poco tempo ci porta direttamente nel centro di Lesa! Paesino caratteristico e molto carino, in cui si può visitare il Museo manzoniano allestito nella Villa Stampa, dove Alessandro Manzoni soggiornò a lungo dopo il secondo matrimonio con Teresa Borri vedova Stampa e dove oggi sono custoditi oggetti che ricordano la vita e le opere del famoso scrittore e del suo amico Giulio Carcano. Per motivi di orario purtroppo non siamo riusciti a visitarlo, siamo arrivati prima dell’orario di apertura; per questo motivo, abbiamo deciso che torneremo sicuramente in un secondo momento, magari con più calma, soffermandoci anche a visitare tante altre cose incontrate durante il percorso.

Proseguiamo ancora per una strada secondaria in direzione Belgirate, una vera chicca! Ci stupiamo di come abbiano saputo valorizzare questa bella cittadina, arredi floreali, vasi dipinti sul lungolago e lo “Sciatt”, il rospo simbolo della città che si trova proprio a fianco dell’imbarcadero.

Per curiosità, chiediamo all'ufficio turistico, che si trova proprio dietro all'imbarcadero, quale sia la strada migliore da fare per proseguire e ci viene indicato un percorso ben segnalato e diremmo anche molto panoramico! Prendiamo una scalinata proprio di fronte al lungolago e salendo incontriamo la già segnalata “chiesa vecchia di Santa Maria” sorta nel XII secolo e da cui si gode di una vista a dir poco mozzafiato! Continuiamo su questo percorso, ci lasciamo alle spalle la chiesa e l’annesso cimitero e iniziamo a salire, un bel percorso ripido, arrivando anche sulla Via dei Castagni. È un percorso prettamente nel bosco, per la gioia di Fabiana!

Lasciato il bosco, scendiamo verso Stresa e dopo un breve tratto di Statale, sulla nostra sinistra incontriamo la Villa Pallavicino, meta turistica di grande interesse. Anche in questo caso purtroppo non ci è stato possibile visitarla, ma siano già d’accordo con i soliti amici delle gite fuori porta che sarà una delle prossime destinazioni!

Passo dopo passo, arriviamo finalmente sul lungolago di Stresa dove ci fermiamo per una pausa pranzo e riprendere le forze per l’ultimo tratto di strada. Proseguendo sul lungolago, oltre a vedere i tanti hotel di lusso che si susseguono uno dopo l’altro, non si può che non rimanere affascinati dalla bellezza delle Isole Borromee. Dall'ultimo pezzo di lungolago, prima di arrivare alla stazione della funicolare che porta al Mottarone, si vedono ancora più da vicino, impossibile non meravigliarsi ancora una volta di quanto bello è il nostro lago!

Lasciata ormai alle spalle la città di Stresa, decidiamo di proseguire lungo la statale anche se non è proprio la scelta migliore. Sicuramente l’aspetto positivo è la possibilità di essere vicini al lago e godere di splendidi scorci quasi a filo d’acqua.

In poco tempo, raggiungiamo Baveno, meta finale di questa tappa! Incontriamo subito Maggi, realizzazione in granito rosa del “mostro” del Lago Maggiore. Si avete capito bene, la leggenda, e qualche testimonianza, vuole che anche il nostro lago sia infestato da essere misteriosi e mostruosi. Da qui la scelta di realizzare questa scultura in pietra sul lungolago di Baveno.

Proseguendo poi sul lungolago arriviamo nel centro città in cui si trova il nostro hotel.

Arrivati sulla porta, Claudia alla reception ci riconosce subito: è una ragazza molto simpatica e solare, un’accoglienza che ci fa sentire subito a casa! Dopo una bella doccia ristoratrice, usciamo per fare un bel giretto con calma per la città. Nel frattempo ci hanno raggiunto Francesco e Alice, in zona per impegni personali; purtroppo non hanno molto tempo per cui breve saluto, qualche passo sul lungolago, selfie di rito e poi ci salutiamo.

Noi riprendiamo la visita culturale alla città, dapprima passando davanti al Monumento allo scalpellino che raffigura il pesante lavoro degli scalpellini sui blocchi di marmo; salendo sulla grossa scalinata che porta verso la Chiesa dei Ss. Gervaso e Protaso, un complesso monumentale comprendente anche il Battistero a pianta quadrata e il porticato con il colonnato in granito rosa della Via Crucis. Ci fermiamo a visitare questo luogo che per Fabiana era uno dei punti di interesse che più aveva suscitato la sua curiosità e interesse ancora prima di partire. A fianco della chiesa c’è anche il Museo Granum ovvero il Museo del Granito ospitato all'interno di quello che era il Palazzo Pretorio della città. Ovviamente non perdiamo l’occasione di visitarlo. Questo museo è dedicato al Granito Rosa, materiale che viene estratto proprio dalle cave di Baveno ed utilizzato nell'edilizia e nelle decorazioni, alla sua importanza storica ed economica per questo territorio. Questo spazio espositivo è diviso in aree tematiche e attraverso dei pannelli multimediali si può conoscere più da vicino storia, utilizzo e tipologie di questo prezioso minerale. Mentre siamo intenti ad apprendere qualche informazione in più, sentiamo che fuori si è alzato il vento e guardando verso il cielo, decidiamo che è ora di tornare in hotel, un bel temporale sta per arrivare! Che peccato, ci stavamo proprio divertendo a fare i turisti! Poco male, questa pausa al coperto, ci permette di decidere e scegliere con calma il ristorante per la cena.

Panoramica Stresa

Dopo varie opzioni optiamo per l’Angolo delle Fate, un locale dove vengono proposti i prodotti tipici delle Valli Ossolane come salumi, formaggi e vini. Ci sembra proprio la soluzione perfetta, bisogna sempre dare importanza e valorizzare i prodotti locali e questa era l’occasione giusta. Purtroppo però una volta arrivati ci dicono che non hanno posto e noi non pensando fosse necessario non avevamo prenotato. Con molto dispiacere cerchiamo un’altra soluzione, anche se ci siamo comunque ripromessi di tornare, e in men che non si dica troviamo un altro posto molto carino, il ristorante Posta, così decidiamo di fermarci. L’ambiente è accogliente e il personale molto gentile e professionale. Anche stasera decidiamo di mangiare un primo a testa e a fine pasto concederci anche il dolce. Che bontà!

Conclusa la cena, decidiamo di fare un altro breve giretto sul lungolago e prendendo la strada verso l’hotel, ripassiamo ancora dalla chiesa e dalla Via Crucis, che spettacolo ragazzi! Il cielo limpido e le luci della sera creano un’atmosfera bellissima dove si respira tranquillità e pace. La giusta conclusione di un’altra giornata fantastica sul Lago Maggiore.

Buonanotte a tutti!

Lo giro - Tappa 4.01 - Chiesa parrocchiale
Lo giro - Tappa 4.02 - Panorama
Lo giro - Tappa 4.03 - Centro storico
Lo giro - Tappa 4.04 - Arredo urbano
Lo giro - Tappa 4.05 - Sciatt
Lo giro - Tappa 4.06 - Panorama
Lo giro - Tappa 4.07 - Lungolago
Lo giro - Tappa 4.08 - Maggi
Lo giro - Tappa 4.09 - Chiesa SS Gervasio e Protasio
Lo giro - Tappa 4.10 - Portico Via Crucis SS Gervasio e Protasio

 

5° tappa: Baveno - Ghiffa

Distanza: 28 Km

Feriolo

Per questa quinta tappa siamo partiti da Baveno con destinazione Ghiffa, dove soggiorneremo per la notte presso l’Holy Lake Ghiffa, un bellissimo Bed and Breakfast con una meravigliosa vista lago.

Anche oggi ci siamo svegliati con un bel venticello e dopo colazione e una graditissima merenda al sacco offerta gentilmente dall'hotel Elvezia, partiamo! Il percorso prevede subito un breve tratto in salita, portandoci su una strada secondaria da cui si possono ammirare le cave di granito più da vicino! Proseguendo su una strada ben segnalata, in men che non si dica scorgiamo dall'alto la splendida frazione di Feriolo, che neanche a dirlo ci lascia meravigliati! Come previsto scendiamo sul lungolago ammirandolo in ogni suo angolo.

La passeggiata prosegue su una pista ciclabile a bordo statale, attraversando il fiume Toce e immettendosi direttamente nella Riserva Naturale di Fondotoce. Non la percorriamo tutta purtroppo in quanto appena poco dopo la rotonda di Fondotoce il nostro percorso prevede una salita più in quota, passando per i boschi e attraversando la Via Panoramica che porta a Cavendone un paese molto suggestivo. Da qui si prosegue poi verso Suna senza dimenticarsi però che ad un tratto, si scorge una chiesetta, noi molto incuriositi ci avviciniamo scoprendo che da lì c’è una vista mozzafiato, sulle Isole Borromee, sulla vicina Pallanza e dall'altra parte Baveno! Caspita se meritava la pena!! Decidiamo che è anche il posto perfetto per la pausa merenda prima di proseguire, passando sempre per i boschi fino ad arrivare finalmente sul lungolago di Suna!

Ci crogioliamo al sole, sempre con uno sguardo verso il cielo, qualche nuvola nera di sta avvicinando ma noi non ce ne preoccupiamo, adesso finalmente siamo fronte lago e ci godiamo questo bel tratto di strada fino ad arrivare a Pallanza dove in lontananza scorgiamo le bancarelle del mercato, lo stomaco inizia a brontolare, sarà ora di cercare qualcosa da mangiare. Ci guardiamo qua e là, quando un fischio sconosciuto per molti, richiama la nostra attenzione: eccoli in tutto il loro splendore mamma Monica e papà Elio (genitori di Fabiana) che sono venuti a farci una graditissima sorpresa.

Decidiamo di mangiare tutti insieme, in un locale sul lungolago di Pallanza, un momento piacevole di riposo e svago che ci concediamo molto volentieri. Tra racconti di questi giorni passati, novità sulla vita a Laveno e aggiornamenti vari, il tempo passa e noi dobbiamo rimetterci in cammino: la strada verso Ghiffa è ancora lunga!

Lasciato il lungolago alle nostre spalle, proseguiamo tutti e quattro per la ciclopedonale che costeggia il lago, strada panoramica e molto tranquilla che conduce direttamente all'ingresso di Intra. Sulla nostra sinistra, il maestoso ed imponente cancello di Villa Taranto ci da il benvenuto in questa bella città. Camminiamo in compagnia fino all'imbarcadero, dove salutiamo mamma e papà, per poi proseguire verso la nostra destinazione di questa giornata.

Poco prima della sede dei canottieri di Intra, attraversato il ponte, imbocchiamo la strada a sinistra che ci porta poi su una strada secondaria, a dir poco tranquilla e facilmente percorribile. Proseguendo sempre dritto, arriviamo a Ghiffa, dove a darci il benvenuto troviamo una bella pioggerellina rinfrescante. Non avendo subito la possibilità di andare al Bed and Breakfast, decidiamo di goderci il lago da molto vicino, tolti gli zaini dalle spalle, ci rilassiamo in spiaggia, sdraiati su grandi sassi emersi per il livello basso del lago di questo periodo. Che piacevole sensazione il tepore sulla schiena, ha un meraviglioso effetto benefico!

Panoramica Belgirate

Non possiamo abituarci troppo a questa sensazione, per cui decidiamo di fare una fugace visita a quello che un tempo era la sede di uno dei cappellifici più conosciuti d’Italia ovvero il cappellificio Panizza. Oggi vi sorge un Museo, interamente dedicato all’arte del cappello. Purtroppo, la nostra visita si conclude all'ingresso del museo, in quanto sapevamo già che sarebbe stato giorno di chiusura. Eravamo molto curiosi di visitarlo e conoscere più da vicino questa interessante arte, ma nessun problema, sarà un’altra meta da mettere nella lista delle cose da visitare con più calma una volta tornati!

Il tempo del relax è terminato, ormai è ora di andare verso il Bed and Breakfast; ci accoglie Paola, una persona molto disponibile e gentile, ci spiega brevemente come nasce l’Holy Lake e appena entrati non possiamo che rimanerne estasiati: l’esterno è una meraviglia ma l’interno ancora di più. Arredato in modo semplice ma con gusto, la scelta e la cura dei dettagli sono un elemento forte di questa struttura. Dispone di due camere a tema, un bagno in comune e una cucina spaziosa dove consumare la colazione. Aprendo le finestre, un’altra sorpresa ci attende: una vista mozzafiato sul lago! Staremmo ore a godere di questo panorama ma il tempo passa, la fame inizia a farsi sentire. Su consiglio di Paola, la nostra serata prosegue con una buona pizza sulla terrazza del Circolo Arciamicizia Miralago che si trova qualche tornante più in su rispetto al B&B. Da qui si può vedere la sponda lombarda, da Porto Valtravaglia fino a Laveno, a ricordarci ancora una volta da dove siamo partiti ma anche quanta strada ci resta da percorrere!

Terminata la cena, torniamo al Bed and Breakfast, un ultimo sguardo tutto intorno prima di spegnere la luce. Buonanotte a tutti, a domani!

Lo giro - Tappa 5.01 - Vista di Feriolo
Lo giro - Tappa 5.02 - Riserva naturale di FondoToce
Lo giro - Tappa 5.03 - Vista da Suna
Lo giro - Tappa 5.04 - Centro storico Suna
Lo giro - Tappa 5.05 - Lungolago Suna
Lo giro - Tappa 5.06 - Centro storico Pallanza
Lo giro - Tappa 5.07 - Lungolago Pallanza
Lo giro - Tappa 5.08 - Centro storico Intra
Lo giro - Tappa 5.09 - Panorama
Lo giro - Tappa 5.10 - Spiaggia

 

6° tappa: Ghiffa - Cannobio

Distanza: 29 Km

Castelli di Cannero

Anche questa mattina, dopo una fantastica dormita e una buonissima colazione, partiamo da Ghiffa puntuali alla volta di Cannobio, dove soggiorneremo per la notte presso l’Hotel Campagna.

Il percorso prevede passaggi tra alcune delle frazioni di Ghiffa e Oggebbio e successivamente una bella passeggiata tra i boschi tra Cannero Riviera e Cannobio, passando per la splendida Carmine Superiore.

Lasciato il B&B, iniziamo a salire per una strada secondaria, parallela alla Statale. Dopo un paio di tornanti, sulla nostra destra scorgiamo il Monastero SS. Trinità delle Benedettine del SS. Sacramento dove dal 1906, proveniente da Seregno (Mi) vive, prega e lavora una comunità di circa 50 monache, secondo la Regola di San Benedetto.

Poco distante dal Monastero, in una posizione più elevata, sorge la Riserva naturale speciale del Sacro Monte della SS. Trinità, complesso monumentale sorto a cavallo tra i secoli XVI, XVII e XVIII e dal 2003 dichiarato Patrimonio dell’UNESCO (per maggiori info http://www.sacromonte-ghiffa.com/). Purtroppo, ancora una volta, per questioni di tempo non abbiamo la possibilità di recarci in questo luogo di devozione, ma ci torneremo sicuramente per una visita più approfondita.

Continuando sul nostro percorso, passiamo alcune frazioni di Ghiffa fino ad arrivare nel comune di Oggebbio dove passiamo attraverso le splendide frazioni di Cadessino e Novaglio. La strada prosegue e ci porta a Donego e Oggiogno frazioni di Cannero Riviera, da qui un tratto boschivo e poi finalmente torniamo sul lago, dove ci fermiamo per la pausa pranzo. Scendendo la scalinata che porta al lago, scorgiamo il cartello indicativo del Parco degli agrumi, un giardino completamente dedicato ad agrumi “locali”.

Cannero Riviera è veramente un gioiellino del Lago Maggiore: si respira davvero  aria di vacanza, sembra di essere in un altro posto e invece siamo sempre a due passi da casa. La spiaggia e il lago ci stuzzicano molto, come ci piacerebbe fermarci e rilassarci al sole tutto il pomeriggio ma purtroppo non possiamo, dobbiamo rimetterci in cammino, mancano ancora un po’ di chilometri a Cannobio.

Rimesso lo zaino sulle spalle, proseguiamo per la strada pedonale e ci dirigiamo verso una delle mete che incuriosivano di più Fabiana, ovvero la Grotta di Cannero. Quando abbiamo iniziato a cercare le cose da visitare, questo luogo ha subito creato un alone di “curiosità” perché mai ne avevamo sentito parlare. Questa Grotta, si trova ai piedi della Chiesa di San Giorgio, e riproduce fedelmente la grotta di Lourdes, luogo dell’apparizione della Vergine Maria a Bernadette. Voluta fortemente da Don Luigi Borlandelli con l’approvazione dell’Amministrazione comunale, come luogo di culto e meditazione, venne aperta al pubblico nel settembre del 1939 con la benedizione del Vescovo di Novara.

Sostiamo qualche minuto, tempo di una preghiera e qualche foto e poi torniamo sui nostri passi, tra lo stupore e la felicità di Alessandro e la fatica e il borbottio di Fabiana. Percorriamo il lungolago, fino all'attracco dei battelli, dove una volta arrivati si scatena una profonda crisi da parte di Fabiana; il battello è un tentatore, la tappa è ancora lunga, ci vuole veramente poco per cedere. Tra un battibecco e l’altro la caparbietà di Fabiana, prende il sopravvento e quasi a sfidare Alessandro, si rimette lo zaino in spalla lamentandosi e piangendo a dirotto e parte alla volta dell’ignoto prendendo una strada a caso (che fortunatamente si rivela essere quella giusta) e in men che non si dica, ci ritroviamo su un percorso molto ben segnalato in direzione Cannobio.

Dall'alto tutto è magnifico, ma lo stupore e la sorpresa di trovarsi a guardare i Castelli di Cannero da un’altra prospettiva, è una sensazione che non si può descrivere. Oggi in realtà di vedono i ruderi di quelli che un tempo erano i castelli detti della “Malpaga”, risalenti all'inizio del XV secolo. Sarà forse una piccolezza, non tutti si entusiasmerebbero così, ma credeteci quando vi diciamo che oggi piccola cosa, durante questo viaggio, fa dimenticare ogni fatica, ogni momento no, ogni tensione rendendo tutto un po’ più magico.

Passo dopo passo e incontrando finalmente qualche altro essere umano nei boschi per Cannobio a cui chiediamo se stiamo andando nella direzione corretta, vediamo sul cartello l‘indicazione per Carmine Superiore, questo vuol dire che più o meno siamo quasi a metà strada.

Carmine superiore è una frazione di Cannobio, un paesino veramente suggestivo, dove sembra che il tempo si sia fermato. Ci attrae una piccola chiesa dedicata a San Gottardo che, una volta scesi dagli scalini, ci regala un altro panorama mozzafiato! Questo posto in realtà l’abbiamo sempre visto, ma dalla sponda opposta, si perché davanti a noi c’è Maccagno; da lì alzando gli occhi al cielo ci siamo sempre chiesti dove fosse quella chiesetta e guardate un po’, alla fine senza neanche saperlo ci siamo arrivati! Questa è stata proprio una sorpresa perché non sapevamo assolutamente che l’avremmo trovata lungo il percorso. Tempo di fare qualche foto, rinfrescarsi all'ombra e ripartiamo.

Panoramica Cannero

La restante parte del percorso è pressoché tutta in mezza ai boschi, facilmente percorribile e tenuta molto bene. Si cammina senza problemi, ma quando dall'alto scorgiamo Cannobio, beh lì è tutta un’altra musica. Manca poco, la nostra meta è vicina. Scendiamo verso la città e ci dirigiamo sul lungolago. Anche Cannobio è veramente molto bella! Facciamo visita al Santuario SS. Trinità che si trova proprio in centro; purtroppo la nostra visita è breve, stanno recitando il Santo Rosario, tempo di uno sguardo e una lettura alla storia della chiesa e poi togliamo il disturbo.

Ci rimettiamo in cammino, la città si sta popolando per la serata, come ci piacerebbe rimanere ma dobbiamo ancora andare in Hotel che dista circa 1,5 km dal centro. Che fatica questi ultimi passi! Arrivati in hotel, decidiamo di passare un'oretta in spiaggia per rilassarci un attimino, oggi è stata davvero difficile. Peccato che il sole duri poco, e in men che non si dica ci troviamo all'ombra, sarà la stanchezza, sarà il troppo sole preso durante il tragitto ma iniziamo a sentire quel freschino quasi fastidioso. È giunto il tempo di salire in camera, una bella doccia e si poi va a mangiare. al ristorante che c’è all'interno del campeggio vicino all'hotel.

Finita la cena rientriamo in hotel, oggi è stata una giornata molto dura per Fabiana, sotto diversi punti di vista, e per Alessandro non da meno, perché forse non tutti voi sanno quanto a volte sia difficile stare con Fabiana in questi momenti di crisi esistenziale!

Il sonno non si fa attendere, e mentre Alessandro sistema le ultime cose nello zaino, Fabiana è già nel mondo dei sogni. Buonanotte a tutti! A domani!

Lo giro - Tappa 6.01 - B&b Holy Lake
Lo giro - Tappa 6.02 - Amici nostri
Lo giro - Tappa 6.03 - Vista del paese
Lo giro - Tappa 6.04 - Spiaggia
Lo giro - Tappa 6.05 - Grotta di Cannero
Lo giro - Tappa 6.06 - Vista del paese
Lo giro - Tappa 6.07 - I castelli di Cannero
Lo giro - Tappa 6.08 - Vista dalla chiesa di San Gottardo
Lo giro - Tappa 6.09 - Vista del paese
Lo giro - Tappa 6.10 - Centro storico Cannobio

 

7° tappa: Cannobio - Locarno

Distanza: 14 Km

Piazza Grande Locarno

La mattinata parte un po’ così e così, complice anche il brutto tempo. Guardando fuori dalla finestra infatti, grossi nuvoloni scuri e carichi di pioggia, invadono il nostro bel cielo!

Il percorso di oggi prevede tutte strada nei boschi, questo inizia a farci riflettere; anche il temporale sembra che voglia farci visita, siamo un po’ preoccupati.

Dopo vari pensieri, di comune accordo, decidiamo di agire in sicurezza; la pioggia è arrivata ancora prima che partissimo, e non conoscendo la strada che dobbiamo percorrere scegliamo di arrivare almeno fino a Brissago con un autobus di linea che passa a pochi metri dall'hotel. Ora lo sappiamo che starete commentando, avete ragione, che giro del lago a piedi è, se poi prendiamo i mezzi… credeteci che è stata una scelta veramente difficile da prendere, fino all'ultimo abbiamo cercato una soluzione diversa ma alla fine, con il senno di poi è stato giusto così.

Siamo partiti da Cannobio alle 9.30 e in circa 15 minuti siamo arrivati nel centro di Brissago. Ci dirigiamo subito verso il lungolago, vogliamo sfruttare questo momento senza pioggia battente per visitare con più calma questa cittadina. Il cielo scuro e il tempo sempre incerto, rendono il paesaggio diverso e molto suggestivo. In lontananza scorgiamo le Isole di Brissago, una delle quali ospita un giardino botanico che tanto avremmo voluto visitare. Anche in questo caso, chieste informazioni, decidiamo che non è la giornata giusta per andarci. Questo tempo ci sta davvero modificando tutti i piani! Percorrendo il lungolago, ecco che, goccia dopo goccia, siamo costretti a ripararci, è arrivato un altro acquazzone, ma questa volta sembra non voglia smettere. Altro breve consulto e con grande rammarico decidiamo di proseguire in autobus anche fino a Locarno, dove soggiorneremo per la notte presso l’Hotel ibis Locarno.

In circa 20 minuti, arriviamo a Locarno, la pioggia ci accompagna anche durante la nostra prima visita alla città. Ci dirigiamo subito verso Piazza Grande, ancora allestita per il Festival del Film, terminato la sera prima.

In questa Piazza, cuore della città, con portici, antiche dimore, caffè e negozi sorge anche il Palazzo della Sopracenerina costruito nel 1837, nel quale, durante la conferenza di pace, la sala che un tempo era utilizzata come sala del Gran Consiglio, ospitò stampa e giornalisti accreditati. Infatti, forse non tutti sanno, noi per primi, che a Locarno dal 5 al 16 ottobre del 1925 si riunirono i rappresentanti di Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Belgio con lo scopo di superare le tensioni politiche sulle frontiere occidentali della Germania ereditate dal Trattato di Versailles. Alla conferenza erano presenti anche i ministri di Polonia e di Cecoslovacchia. Risultato dell'incontro fu il Patto di Locarno, denunciato poi da Hitler il 7 marzo 1936.

A questo proposito nella città di Locarno, detta “città della pace” in ricordo della conferenza diplomatica, è possibile percorrere il Percorso della pace, in cui si possono vedere i luoghi chiave di quel periodo (per maggiori informazioni visitare il sito http://www.pattodilocarno.ch).

Continuando il nostro giro, passiamo di fronte al Casinò, al Castello Visconteo per poi ritrovarci sulla strada per l’hotel, in cui decidiamo di andare per depositare gli zaini e prepararci per il pomeriggio di visita alla città. Al nostro arrivo, dopo aver fatto il check-in, ci viene consegnato il biglietto “Ticino Ticket” grazie al quale abbiamo diritto a diversi sconti sui mezzi di trasporto e la gratuità sugli autobus di linea. Sarebbe un peccato non usufruirne, per cui pensiamo sia giusto visitare dapprima la città di Locarno e poi, se il tempo migliora tornare indietro ad Ascona, denominata “Riviera della Svizzera”.

È anche ora di pranzo per cui decidiamo di mangiare qualcosa di veloce per non perdere tempo. Da brava gente internazionale, dove mai potremo recarci se non al Mc Donald’s? Pranzo rapido ed economico, il tempo sembra sia dalla nostra parte finalmente e un timido sole si sta facendo strada tra le nuvole. La stazione della funicolare per il Santuario della Madonna del Sasso a Orselina è a pochissimi passi, la scelta è obbligata e noi siamo felicissimi di far partire ufficialmente il tour della città da quello che scopriremo essere, un posto meraviglioso! Si narra che in questo posto, nel 1480 sarebbe apparsa la Madonna al frate francescano Bartolomeo d’Ivrea, in seguito alla quale decise di costruirvi il santuario a lei dedicato e il Sacro Monte.

Per chi ha voglia di camminare, c’è la possibilità di percorrere la Via Crucis che arriva direttamente ai piedi del santuario. Noi molto comodamente e incuriositi da questo mezzo di trasporto, prendiamo la funicolare che in pochi minuti ci porta sul colle, il cielo si sta schiarendo e quando arriviamo a Orselina, antico villaggio di vignaioli, il panorama è a dir poco bellissimo! La discesa per il santuario è subito lì davanti e scalino dopo scalino arriviamo al portone d’ingresso. Il complesso è composto dal Santuario, dal convento in cui vivono i frati Cappuccini e la Casa del Padre, ex dimora dei frati oggi adibita a Museo. Seguendo il percorso, ecco che arriviamo davanti alla chiesa in cui dopo qualche foto del panorama decidiamo ovviamente di entrare anche per una sosta di meditazione e preghiera. Per Alessandro è anche giunto il momento di andare in bagno. È ben risaputo che il fumo delle candele fa male!! Va beh, più tempo per stare un po’ da sola…

Terminata la visita, con il cuore colmo di gioia, prendiamo la via del ritorno, rigorosamente in funicolare. Una volta tornati in città ci dirigiamo verso la stazione da cui prendiamo l’autobus per andare ad Ascona, seconda tappa del nostro pomeriggio da veri turisti.

Arriviamo ad Ascona ed entriamo subito nell'area pedonale che arrivati in fondo ci conduce sul lungolago. Un insieme di colori sgargianti delle case e dei locali colgono subito il nostro sguardo, in contrapposizione con il lago, oggi di colore grigio creano proprio un effetto ancora più sorprendente. Passeggiamo sul lungolago, fino ad un parco giochi dove immancabilmente decidiamo di divertirci un po’. Dopo circa un’oretta, riprendiamo l’autobus e completiamo la visita alla città di Locarno, con una bella passeggiata fino al Lido, luogo che ci attira molto per le piscine, gli scivoli, la spiaggia e il lago. Oggi è stata una giornata un po’ anomala ma da domani si torna a camminare, non dobbiamo abituarci troppo alle comodità.

Panoramica Locarno

Torniamo in hotel e ci prepariamo per la cena, che come ogni sera merita almeno una buona mezz'ora per scegliere il posto. Non lontano dall'hotel, c’è un ristorante che coglie maggiormente la nostra attenzione: il Lungolago. Un abbondante piatto di pasta per entrambi accompagnato dal solito litro di acqua fredda e anche per oggi la cena è fatta!

Rientriamo in hotel, anche questa sera la luce si spegne presto, con la speranza che domani sia una bellissima giornata di sole… Buonanotte!

P.S. Come avrete potuto capire, il percorso di questa tappa è stato “leggermente” modificato, facendoci rinunciare ad un altro passaggio che ci incuriosiva molto ovvero Ronco sopra Ascona dove avremmo voluto vedere il suo nucleo antico, il cimitero e le Cappelle Votive. Anche in questo caso, ci siamo segnati di tornarci, sarà forse che ci tocca fare un altro giro del lago a piedi??

Lo giro - Tappa 7.01 - Lungolago Brissago
Lo giro - Tappa 7.02 - Fermata del Bus
Lo giro - Tappa 7.03 - Piazza Grande
Lo giro - Tappa 7.04 - Funicolare Madonna del Sasso
Lo giro - Tappa 7.05 - Santuario Madonna del Sasso
Lo giro - Tappa 7.06 - Santuario Madonna del Sasso
Lo giro - Tappa 7.07 - Santuario Madonna del Sasso
Lo giro - Tappa 7.08 - Lungolago Ascona
Lo giro - Tappa 7.09 - Lungolago Ascona
Lo giro - Tappa 7.10 - Vista della città di Locarno

 

8° tappa: Locarno - Vira

Distanza: 20 Km

Gambarogno

La sveglia suona puntuale, anche oggi il tempo non è dei migliori ma per fortuna non piove. Il cielo è molto grigio, le nuvole non promettono nulla di buono; in più c’è anche un bel venticello freschino. Prima di tutto però, pensiamo alla colazione, siamo davvero mattinieri, non c’è ancora nessuno e noi ci godiamo ancora qualche minuto di tranquillità prima di affrontare la giornata! Come sempre abbastanza abbondante, tra dolce e salato, prendiamo le forze per il nostro cammino.

Lasciamo l’hotel verso le 8, siamo diretti a Vira, dove soggiorneremo per la notte presso la Pensione La Riva. La tappa di oggi sembra essere molto corta perché già da Locarno possiamo vedere in tutto il suo splendore la nostra destinazione e questo ci rincuora parecchio!

Muoviamo i primi passi sul lungolago, via via sulla pista ciclabile che costeggia il lago, camminando tranquilli, godendoci il risveglio di questa bella città che iniziamo a lasciarci alle nostre spalle. Passiamo per Muralto, Minusio e Tenero comuni svizzeri nel distretto di Locarno. Dopo circa 2 ore di viaggio, possiamo dire quasi a metà del percorso, sentiamo avvicinarsi il temporale, qualche tuono in lontananza e poi sempre più vicino, ci fanno decidere di trovare riparo al Centro Commerciale che abbiamo appena passato, sperando che sia solo di passaggio. Macché!! Tempo di entrare e un altro acquazzone si abbatte su di noi, che tutto sommato tiriamo un sospiro di sollievo visto che da lì in poi saremmo stati in aperta campagna prima e nei boschi dopo. Cosa facciamo per passare il tempo? Shopping è escluso, gli zaini pesano già tantissimo e non c’è posto per altro, fuori diluvia come non mai, beh ma abbiamo sempre le carte!! E così anche questa volta, sui tavolini esterni, mettiamo in scena un’altra partita che come la precedente, vede Fabiana uscirne vittoriosa!

La pioggia intanto sembra non voler smettere, iniziamo a sentire freddo, per cui decidiamo di entrare. La situazione non migliora, siamo pur sempre in Agosto e giustamente in un centro commerciale c’è l’aria condizionata. Girovaghiamo qua e là in attesa che fuori migliori, ma intanto è ora di pranzo, due ore fermi non ci volevano proprio. Decidiamo di mangiare qualcosa anche perché non sappiamo quando riusciremo a ripartire e cosa troveremo lungo il percorso.

Terminato il pranzo vediamo che ha smesso di piovere ma visto che siamo previdenti, indossiamo rispettivamente K-Way e mantella rosso fiammante, copriamo gli zaini e ci rimettiamo in cammino. Proseguiamo attraverso la Piana di Magadino, lungo una strada sterrata ben segnalata come percorso per le biciclette fino ad arrivare alla strada principale che costeggia l’Aeroporto cantonale di Locarno. Qui l’ignoranza di entrambi in geografia la fa da padrona, si perché con nostro grande stupore scopriamo che attraversando il ponte, passiamo sopra il fiume Ticino, che ha la sua sorgente principale proprio in Svizzera e in questo punto, nella Piana di Magadino, sfocia nel Lago Maggiore dando origine ad una zona umida denominata Riserva Naturale Federale delle Bolle di Magadino, area protetta di cui ne fanno il proprio habitat privilegiato per varie specie di uccelli e piante.

Il nostro percorso, continua poi per un breve tratto all'interno della Riserva tramite sentieri e nel frattempo anche la pioggia e il temporale sono tornati a farci compagnia. L’ultimo tratto di strada, da Magadino al nostro alloggio sembrava non finire mai, complice anche le indicazioni errate per arrivare a destinazione. Ci siamo fermati un attimo per chiedere informazioni e gentilmente un ragazzo, viste le nostre condizioni, la pioggia incessante e la strada che ancora dovevamo percorrere, ci ha offerto un passaggio in quanto abitava proprio davanti alla Pensione. Dopo un attimo di incertezza visto lo stato in cui eravamo (fradici, sporchi, carichi), decidiamo di accettare. In qualche minuto siamo davanti alla porta della nostra stanza, felici di poterci finalmente lavare e scaldare un pochino.

Panoramica Magadino Locarno

Dopo circa un paio d’ore di relax, vediamo che la pioggia ha smesso di scendere battente ed è uscito un tiepido sole per cui decidiamo di uscire a fare un giro nella piccola cittadina di Vira. Scendiamo nella spiaggia che c’è dietro alla Pensione, un posto molto carino che sicuramente con il bel tempo è molto ben sfruttato. Anche a noi sarebbe piaciuto tanto passare un altro bel pomeriggio sdraiati al sole a goderci un po' di più il lago, ma è stato bello anche così. Risaliamo sulla strada e percorriamo a ritroso un pezzo fatto in macchina, guardando qua e là anche alla ricerca di un posto in cui mangiare per cena.

La tranquillità di questo posto è molto piacevole e l’ora di cena si avvicina, per cui senza rientrare in stanza decidiamo di fermarci ad un ristorante a pochi passi dall'alloggio. Stasera ci concediamo una pizza che per vari motivi, credeteci, rimarrà un ricordo indelebile per molto e molto tempo!! Nel frattempo ha ricominciato a piovere, poco male, siamo comunque stanchi e il letto ci chiama. Oggi abbiamo attraversato una parte di lago a noi sconosciuta,

ma nonostante il tempo o proprio per quello, ci ha lasciato piacevolmente colpiti.

Domani sarà la giornata del grande rientro in Italia, per cui tutti a nanna e buonanotte.

Lo giro - Tappa 8.01 - Battello
Lo giro - Tappa 8.02 - Lungolago Muralto
Lo giro - Tappa 8.03 - Altalena vicino alla pista ciclabile
Lo giro - Tappa 8.04 - Cappella della ex caserma
Lo giro - Tappa 8.05 - Vista dalla pista ciclabile
Lo giro - Tappa 8.06 - A fianco del fiume Ticino
Lo giro - Tappa 8.07 - Fiume Ticino
Lo giro - Tappa 8.08 - Noi sotto la pioggia alle Bolle di Magadino
Lo giro - Tappa 8.09 - Bolle di magadino
Lo giro - Tappa 8.10 - Magadino centro

 

9° tappa: Vira - Lago Delio

Distanza: 22 Km

Lago Delio

La sveglia suona puntuale, apriamo le finestre e finalmente c’è il sole!! Oggi ci aspetta un percorso molto impegnativo, infatti siamo diretti al Lago Delio, soggiorneremo per la notte presso l’Albergo Diana in località Monti di Bassano, dove non vediamo l’ora di mangiare polenta con i funghi per Alessandro e polenta e formaggi per Fabiana. Questo pensiero fisso ci ha accompagnato per tutto il lungo tragitto di questa giornata e ogni volta che la fatica cercava di insinuarsi tra i nostri pensieri, la scacciavamo via pensando all'ottima cena che avremmo consumato una volta arrivati!

Ma procediamo con ordine: dopo aver fatto colazione, carichiamo lo zaino sulle spalle, facciamo rifornimento di acqua e viveri per il pranzo e via che partiamo, prendendo subito una strada secondaria che anche in questo caso ci porta verso l’alto, passando per diversi paesini da cui si gode di una vista mozzafiato!

Ormai Vira la vediamo da lontano e continuando a camminare passiamo per Piazzogna, Vairano in cui troviamo il Parco Botanico del Gambarogno con una superficie complessiva di 20.000 metri quadrati dove si possono osservare moltissime specie di piante tra cui camelie, magnolie, azalee, rododendri, peonie e tutti intorno pini, ginepri, edere e abeti; per gli amanti  del genere sicuramente un’occasione da non perdere. Proseguiamo poi verso Ronco e infine Gerra dove scendiamo per qualche foto e immetterci sulla strada che attraverso boschi e qualche paesino finalmente ci porta a Dirinella, confine di Stato tra Svizzera e Italia.

Passata la Dogana di Zenna, l’euforia prende il sopravvento, siamo tornati ufficialmente in Italia e tutto sommato siamo veramente a pochi chilometri da casa, certo se fossimo in macchina! Ma siccome noi abbiamo deciso di allungare la strada, torniamo con i piedi per terra e precisamente ci portiamo sulla spiaggia di Zenna dove piacevolmente, consumiamo il nostro pranzo a base di panino con prosciutto cotto e fontina. Che pace e che tranquillità, quasi quasi rimaniamo qui! Magari… dobbiamo rimetterci in viaggio, per l’ultima e faticosissima parte di questa tappa.

Ci dirigiamo verso Pino sulla Sponda del Lago Maggiore per poi procedere sempre in salita, fino a Bassano attraverso un sentiero che taglia per i boschi. Arriviamo in un caratteristico paesino di montagna, dove sembra che il tempo si sia fermato; ad animarlo, un gruppo di bambini e qualche adulto, uno dei quali si ferma a parlare con noi raccontandoci qualche aneddoto del paese e del territorio circostante. Sono queste le cose che ti arricchiscono durante i viaggi e che non leggerai mai sui libri o sulle guide turistiche, i racconti delle persone che ci abitano, che sapremo custodire con gioia, a ricordo di questa meravigliosa esperienza. Dopo questa breve ma intensa pausa ristoratrice, in cui abbiamo fatto scorta di acqua fredda da consumare a piccole dose durante la salita ai Monti di Bassano, riprendiamo il cammino attraverso un sentiero decisamente ripido che passa in un bosco di castagni, faggi e infine betulle.

A ben guardare sulla mappa, tutto sommato, il Lago Delio non è poi così distante, sembra ci sia un breve tratto boschivo per poi trovarsi davanti a questo specchio d’acqua artificiale. Ecco in realtà non è proprio così, o meglio, potrà anche esserlo ma per noi è stato a dir poco devastante. L’unica nota positiva, tra le tante informazioni ricevute a Bassano, è che nel momento in cui avremmo trovato una cappellina con la Madonnina, saremmo stati a più di metà della strada. Quando l’abbiamo vista non sapevamo se esserne felici o no, o meglio non sapevamo se quella fosse veramente la tanto attesa cappellina. Forse non lo sapremo mai perché poi ne abbiamo trovata un’altra, ma dopo tanta fatica e ancora un bel pezzo di salita, arrivare finalmente in piano e vedere le prime case dei Monti di Bassano, ci ha reso veramente orgogliosi di noi stessi. Pensare da dove siamo partiti e la strada fatta per arrivare lì, beh, dai un bel “batti cinque” ci stava proprio!

Dopo essere saliti in camera, cambiata gentilmente all'ultimo con una vista lago verso la sponda svizzera su Ascona e Locarno, per scelta degli albergatori, e rinfrescati con una bella doccia, ci siamo rilassati sulla terrazza dell’albergo fino quasi all'ora di cena.

Panoramica Gambarogno

L’aria frizzantina della sera, ci ritempra dal caldo della giornata, facendoci indossare maglioncino e pantaloni lunghi. Proprio l’atmosfera giusta, perché vi ricordate che all'inizio vi abbiamo raccontato che oggi ciò che ci ha spinto a non mollare è stata la polenta con funghi e polenta con formaggi? Beh cosa pensate possiamo aver mangiato al ristorante dell’albergo? Esattamente, ma come avete fatto ad indovinare? Eccola allora in tutto il suo splendore, arrivare sulla nostra tavola, sua maestà la polenta! Un piatto che ci fa sentire proprio a casa! Sarà la polenta, il luogo, la gentilezza dei ristoratori, il gelato con i mirtilli caldi a fine pasto, ma possiamo affermare che oggi siamo davvero molto soddisfatti!

Terminata la cena, saliamo in camera, ci sono le ultime cose da sistemare. Con la tappa di domani ci avviciniamo sempre di più a casa, ma per ora non pensiamoci, godiamoci questa bella e lunga notte di sonno.

Buonanotte a tutti!

Lo giro - Tappa 9.01 - Vira
Lo giro - Tappa 9.02 - Vista da Vira
Lo giro - Tappa 9.03 - Cascata
Lo giro - Tappa 9.04 - Spiaggia di Gerra
Lo giro - Tappa 9.05 - Vista di Gerra
Lo giro - Tappa 9.06 - Nei boschi
Lo giro - Tappa 9.07 - Chiesa
Lo giro - Tappa 9.08 - Confine di stato, la frontiera
Lo giro - Tappa 9.09 - Verso il Lago Delio
Lo giro - Tappa 9.10 - Verso il Lago Delio

 

10° tappa: Lago Delio - Porto Valtravaglia

Distanza: 23 Km

Maccagno

Buongiorno a tutti e buon Ferragosto! Ehi sveglia dormiglioni, dobbiamo metterci in cammino. Lo sappiamo che oggi ve la spassate tra grigliate e relax ma noi non possiamo fermarci, ci tocca andare! Il clima di Ferragosto lo percepiamo subito appena partiti, profumo di griglia appena accesa e tavoli imbanditi di ogni cosa ci fanno venire l’acquolina in bocca già alle 9 del mattino.

Dal Lago Delio andiamo in direzione Porto Valtravaglia, dove soggiorneremo per la notte presso il B&B La Tana del ghiro. Percorriamo un pezzo di strada asfaltata e poi ci addentriamo sul sentiero e come primo paese incontriamo Musignano, frazione di Maccagno, dove si possono vedere sparsi qua e là simpaticissimi ”burattini” in legno vestiti di stracci, ritratti in diversi contesti di vita contadina: chi tesse la lana, chi taglia la legna, chi seduto sulla panchina e chi lava il bucato al fiume. Insomma delle opere a cielo aperto che solo per la loro particolarità e per il contesto in cui sono state realizzate meritano almeno una visita.

Continuiamo a scendere sulla mulattiera attraverso i boschi a cui ormai ci siamo abituati, anche se Fabiana continua a non amarli particolarmente, e ad un certo punto, scorgiamo dall'alto quello che a noi pare proprio Maccagno! Evviva, finalmente si torna sul lago! Appena arrivati, veniamo immediatamente catapultati nel clima festoso del Ferragosto: traffico, voci, rumori, motoscafi che solcano le acque del lago… tutto sommato forse si stava meglio nella pace e tranquillità della montagna!!

Ci dirigiamo verso il famoso Parco Giona, preso d’assalto da tantissime persone che aspettano di festeggiare in famiglia o con amici, con un buon pranzo in riva al lago. Come ci piace questa atmosfera, se non fossimo a meno della metà della tappa e non fossimo carichi come non mai... In realtà ci stuzzica un po' l’idea di fermarci qui a rilassarci e riprendere il cammino con calma nel pomeriggio ma a ben pensarci non è la cosa giusta da fare; immaginate con che fatica avremmo ripreso il viaggio dopo una mezza giornata di totale relax. Teniamo duro e proseguiamo alla volta di Luino dove decidiamo di fermarci anche per il pranzo.

Arrivati a Luino, continuiamo a respirare aria di festa, oggi è anche giorno di mercato e una moltitudine di persone si muovono quasi come fosse una danza, tra bancarelle, lungolago e vie del paese. Ci addentriamo solo per pochi passi nel mercato, siamo troppo ingombranti e per di più Alessandro non è amante di queste cose. Fabiana rinuncia per amore ad un giro tra i suoi passatempi preferiti: lo shopping! Percorriamo invece il lungolago, dove si cammina con un po' più di tranquillità, fermandoci al VR 23, locale proprio di fianco al Parco a Lago per un pranzo veloce.

Terminato, ci stendiamo un’oretta all'ombra sui gradoni fronte lago; è presto e tutto sommato non siamo poi così lontani dal punto di arrivo. Il tempo del riposo passa veloce, zaino in spalla pronti per la fatica finale. Lasciato il lungolago di Luino e passato il ponte di Germignaga, saliamo per una strada secondaria che ci porta a passare la frazione di Luogo Ameno e poi il comune di Brezzo di Bedero, Muceno e Ligurno, entrambe frazioni di Porto Porto Valtravaglia. Qui ci fermiamo e dietro ad un bellissimo portone in legno, troviamo il nostro Bed and Breakfast. Ne rimaniamo subito molto colpiti, bellissima la struttura e molto accoglienti i proprietari. Il luogo è di una tranquillità indescrivibile e noi ci abituiamo subito a questo silenzio, in contrasto con l’atmosfera che abbiamo respirato per tutto il giorno.

Tempo di sistemarsi, seguiamo subito il consiglio di salire nel giardino adiacente alla struttura, da cui si gode una vista mozzafiato. Il sole scalda i nostri visi e ci crogioliamo in questa piacevole sensazione per qualche minuto, tempo anche di fare un paio di foto ricordo.

Panoramica Brezzo di Bedero

Nel frattempo è quasi ora di cena, ci prepariamo e scendiamo verso la Trattoria Bar del Maglio a poco meno di 1 km dal nostro alloggio. Un locale molto carino, in cui abbiamo mangiato davvero molto bene. Una grande varietà di portate molto ben presentate; noi optiamo per un primo e la solita acqua naturale e poi per un buon caffè. Ci stupiamo anche di come sia molto frequentato, in fondo è a pochi passi da casa e non ne abbiamo mai sentito parlare. Questo è vergognoso! Sicuramente però ci ritorneremo perché ci siamo trovati molto bene.

Terminata la cena riprendiamo la strada verso il B&B, dove per l’ultima volta sistemiamo i nostri zaini prima di andare a dormire. Domani è il giorno del rientro a casa, non sembra vero siano già passati 10 giorni!

Buonanotte a tutti!

Lo giro - Tappa 10.01 - Lago Delio
Lo giro - Tappa 10.02 - Opere a Musignano
Lo giro - Tappa 10.03 - Vista sui Castelli di Cannero
Lo giro - Tappa 10.04 - Vista della città
Lo giro - Tappa 10.05 - Fontana sul Lungolago di Maccagno
Lo giro - Tappa 10.06 - Chiesa Madonna della Punta
Lo giro - Tappa 10.07 - Parco a Lago
Lo giro - Tappa 10.08 - Panorama verso Caldè
Lo giro - Tappa 10.09 - Campagna
Lo giro - Tappa 10.10 - Noi sulla terrazza del b&b La Tana Del Ghiro

 

11° tappa: Porto Valtravaglia - Laveno-Mombello

Distanza: 21 Km

Vista dal Cuvignone

Eccoci qua, svegli e pronti per partire per gli ultimi chilometri di questa esperienza indimenticabile! Lasciamo Ligurno con il morale un po’ così, tra la felicità di tornare a casa e la voglia di proseguire. Più che mai questa ultima tappa racchiude tutte le emozioni provate ma amplificate all'ennesima potenza. Con un grande nodo alla gola, vi racconteremo l’ultima tappa del nostro viaggio.

Lasciato il Bed & Breakfast, ripercorriamo un pezzo di strada che abbiamo fatto ieri sera, dove proseguiremo poi verso Sarigo, un bellissimo borgo d’arte, con antiche case di pietra e viuzze strette, che vanta inoltre l’abitazione del pittore Genesio Boldrini, la chiesa di San Genesio e la piccola chiesa romanico-lombarda di San Giorgio.

Proseguendo poi sulla Strada Provinciale, arriviamo a Sant’Antonio, dove con nostro grande giubilo vediamo il cartello con l’indicazione Vararo e Passo del Cuvignone. Si peccato che non sapevamo quanta strada avevamo davanti a noi prima di arrivarci veramente… questo però ci diceva che eravamo sulla strada giusta. Svoltiamo a destra e seguendo sempre la Strada Provinciale, iniziamo quella che sarà la salita più lunga di sempre. La verità però è che nonostante tutto, l’abbiamo affrontata molto bene, rispetto ad altre salite questa era meno impervia, più “dolce” dal punto di vista di dislivello e anche facilmente percorribile. A parte qualche macchina e qualche ciclista molto coraggioso, non c’è stato grande via vai. Meglio per noi, che passo dopo passo, qualche breve sosta e quasi in cima una visita gradita del nostro amico Bruno, alla fine ce l’abbiamo fatta!

Gli ultimi tornanti sono stati belli tosti, non finivano mai, ma quando abbiamo visto il cartello Passo del Cuvignone lì abbiamo alzato le braccia verso il cielo in segno di vittoria! Da qui in poi la strada è tutta in discesa, che poi in verità, non abbiamo capito se sia meglio della salita o meno. Dopo circa mezz'oretta, continuando a percorrere la Strada Provinciale, facendo un’unica deviazione sull'ultimo tratto prima di Vararo, passando per una scorciatoia e tagliando così l’ultimo pezzo di strada, arriviamo alla Capanna Gigliola, dove data l’ora ci fermiamo per l’ultima sosta.

Terminato il pranzo, prendiamo la via verso casa, questa volta per davvero! Scendiamo dalla mulattiera ampia e a carattere boschivo che dalla località Casere, porta direttamente alla frazione collinare di Brenna. Il golfo di Laveno è lì a darci il ben tornati. Lo vediamo sempre più vicino, scendiamo passando per la frazione di Monteggia, giù fino al lago dalla scalinata che ci porta davanti all'entrata della ex ceramica.

Panoramica Laveno - Mombello

Iniziamo a percorrere il lungolago, fino ad arrivare al piazzale dell’Imbarcadero, da dove undici giorni e 250 chilometri fa, siamo partiti. Più ci avviciniamo e più l’emozione sale, in lontananza vediamo facce conosciute, oseremmo dire famigliari, che ci attendono al tanto atteso traguardo.

Ci siamo, manca veramente una manciata di passi e… SIAMO ARRIVATI! Salutiamo il comitato di accoglienza a cui tanto siamo mancati. Si decide che per festeggiare si va tutti a casa a mangiare un buon gelato.

A questo punto, siamo orgogliosi di poter dire che:

abbiamo ufficialmente terminato il nostro primo giro del Lago Maggiore a piedi!

Lo giro - Tappa 11.01 - Ligurno al b&b La Tana Del Ghiro
Lo giro - Tappa 11.02 - Sarigo
Lo giro - Tappa 11.03 - Sarigo
Lo giro - Tappa 11.04 - Verso il Cuvignone
Lo giro - Tappa 11.05 - Verso il Cuvignone
Lo giro - Tappa 11.06 - Verso il Cuvignone
Lo giro - Tappa 11.07 - Passo del Cuvignone
Lo giro - Tappa 11.08 - Vista dal ristorante Capanna Gigliola
Lo giro - Tappa 11.09 - Panorama
Lo giro - Tappa 11.10 - I nostri fans all'Imbarcadero

 

Ringraziamenti 

Vogliamo ringraziare tutte le persone che ci hanno seguito e sostenuto in questa fantastica avventura: innanzitutto Esplora il Lago Maggiore che ci ha dato la possibilità di raccontarvi il nostro #logiro attraverso i canali social, alle strutture e relativi gestori e staff che ci hanno ospitato, alle innumerevoli persone incontrate e conosciute durante il percorso, con le quali abbiamo parlato o scambiato un semplice “Ciao”, “Buongiorno”, “Hello”, “Hallo”, e che ci hanno alleggerito le fatiche della giornata.

A tutti voi, che speriamo di aver allietato con le nostre storie, racconti, foto.

A voi che con un “Mi piace” o un commento ci avete fatto sentire la vostra vicinanza e siete stati partecipi insieme a noi di questo viaggio.

E’ stata un’esperienza indimenticabile che abbiamo provato a raccontarvi giorno dopo giorno.

Sarebbero tante le cose da dire, alcune forse ce le siamo anche dimenticate, altre le custodiamo gelosamente come se fossero la cosa più preziosa che abbiamo. Un viaggio così, come pensiamo la maggior parte dei viaggi, ti lascia qualcosa dentro che è difficile da esternare, soprattutto a parole, rischiando di essere banali e ripetitivi.

In tutta franchezza, peccando un po' di presunzione, permetteteci di dirvi che non è un viaggio per tutti, ma è altrettanto vero che è stato fatto anche per tutti voi, perché possiate rendervi conto che vivete, viviamo in uno dei posti più belli d’Italia e spesso non ci diamo neanche l’occasione di conoscerlo. Datevi questa occasione, ne vale veramente la pena!

Non ci resta quindi che darvi appuntamento alla prossima avventura!

Con affetto e gratitudine,

Ale e Fabi

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